Prezzi pellet 2017

Prezzi pellet a bomba per il 2017!

Finalmente posso dirti che ho il prezzo del pellet per il 2017!

Quanto costa allora per quest’anno il pellet?

Come da aspettative createsi, dopo un inverno freddo, i prezzi sono usciti più alti! Speravo fossero un po’ più bassi, ma temevo più alti. Insomma siamo andati bene!

Sicuramente quando pensi all’aumento dei prezzi del pellet, pensi subito: “non è giusto, non voglio spendere di più” e inizi il calvario di telefonate, ricerche su internet per trovare il miglior prezzo, e, PRESO DALLA FOGA non pensi ai pericoli che corri e alle fregature sempre pronte dietro l’angolo!

comprare per rabbia ti porta a rischiare di essere FREGATO!

Il pellet e i suo costi

Quando pensi che è giusto cambiare pellet per un fatto di prezzo, devo renderti prima partecipe di un aneddoto che mi è capitato.

Ho sempre preferito vendere pellet austriaco.

Quando ho cominciato a vendere nel 2005, ho voluto informarmi del più e del meno di quello che c’era in giro. Uno dei primi pellet che che comprato, era il Pfeifer, che viene prodotto da una delle fabbriche più grosse in Austria. Il suo pellet era diventato famoso per il suo sacchetto (che fu il primo a divenire un marchio di pellet). Per vendere il pellet ho iniziato a spingere la qualità che c’è in Austria insieme ai sui benefici. Con il tempo la concorrenza (ferramenta e venditori di qualcosa) si sono messi a vendere anche loro il pellet cercando di farmi guerra. COME?
Con la classica mossa italiana:

  1. copiando il prodotto,
  2. abbassando il servizio,
  3. chiedendo l’elemosina quando scaricano
  4. facendo finta di sbagliare la consegna tanto è uguale
  5. dandoti del pellet per Austriaco quando non lo è

Ti parlo meglio del punto numero tre, di quando tu perdi 1 ora per contrattare il prezzo del pellet e quando arrivano a consegnartelo a casa ti chiedono 10€ di trasporto senza che ti venga detto in anticipo!

Sono un peso su questa storia del pellet Austriaco

Ma devi sapere che per quelle volte che ho provato a cornificare l’Austria, per cercare di guadagnare quei 25€ a bancale in più, mi è tornato indietro il pellet sotto forma di supposta, dura, grossa  e dolorosa. Te lo dico con parole semplici e chiare. L’ho preso nel culo! Anzi io non ci guadagnavo di più perché ti dicevo che arrivava dalla Romania e te lo facevo pagare meno!

Come è il pellet dell’est?

Se pensi che l’Austria ha come trasporto dall’Italia dai 15€ ai 35€ a tonnellata, per la Lombardia per un sacchetto da 15kg sono dai 0.22€ ai 0.525€. Quando parli di un paese vicino che fa pellet bianco (come la Repubblica Ceca) il trasporto va dai 0.80€ ai 1.5€ (come la Russia) al sacco. Allora senza girare intorno ad un cane rabbioso vado al sodo.

Come fa l’est a farti risparmiare quando hanno più spese di trasporto?

Il prezzo del pellet è fatto di alcune varianti:

  1. prezzo della segatura
  2. prezzo della pellettizzazione
  3. prezzo dell’insaccamento e del sacco
  4. prezzo del bancale
  5. prezzo del trasporto

Il traporto dalla Ceze dall’Austria a me costa 550€, mentre dalla Polonia (Cracovia che è il MENO costoso) sono 1050€! Quindi parti dal fatto che nel punto 5 ci perdono e devono andare a risparmiare sugli altri punti… QUELLI CHE TI ARRIVANO in casa. E’ vero che la mano d’opera all’est costa meno, ma è anche vero che quando entri nella fabbrica di Binder trovi uno che produce 20 autotreni di pellet, perché deve guardare solo un computer. Fai il turno delle 24 ore e ti servono 3 uomini, ma in un giorno arrivano a produrre 60 autotreni. Quindi anche il costo della mano d’opera è limitato…

Prima di non riuscire più a sederti sulla poltrona, per la fregatura presa, leggi qua!

Come ti ho scritto in precedenza, quando cerchi di risparmiare, devi essere informato su quello che stai per fare. Il venditore che ti porta alla trattativa del prezzo che costa meno, che tanto è uguale, che tutti gli austriaci comprano il pellet all’est e poi dicono che è austriaco, In realtà ti sta dicendo: “TI RACCONTO UNA MAREA DI CAZZATE PER VENDERTI IL PELLET CHE MI FA GUADAGNARE DI PIU'”, usando anche mosse false perché non voglio perdere tempo con te che non sei importante, perché con il pellet non si guadagna niente.

Austria Pellet

Questo sacco è quello che mi fa più schifo di tutti. Ragiona intanto su questi punti:  Austria pellet e non arriva dall’Austria, i certificati sotto sono falsi, non c’è nessuno che si rende responsabile e inoltre fa cagare. Ah,  sicuramente se non lo hai provato è stato meglio per te…

Se nella tua mente ti passa il pensiero, “si ma non va male”, sappi che in realtà questi fottono te, tua figlia, tua madre sia davanti che dietro. Se ti piace dare dei soldi a chi ti racconta palle, cazzate, falsifica sacchi e certificati per rubarti dei soldi, allora esci da questo sito e non entrarci mai più. Non andremo mai d’accordo! La crisi c’è per colpa di queste persone che RUBANO! Non sono quello che difende i certificati, te lo scrivo anche in questo articolo: http://cezepellet.com/pellet-certificato-en-plus/

Se hai letto l’articolo capisci perchè prima di sparlare del certificato, mi sono certificato, ma non ti vendo mele marce per mele buono o meglio ancora PELLET RADIOTTIVO per pellet SANO! Comunque nell’articolo http://cezepellet.com/pellet-certificato-en-plus/ c’è tutto in modo più preciso!

Da uno che ti falsifica cosi tanto ti puoi aspettare qualunque cosa!

Chiedilo ad un taxista!

G.R. (abbreviazioni del taxista) qualche anno fa (penso il 2006) stava portando delle persone nel mantovano con il suo taxi. E’ passato per Rodigo, poco prima di me, infatti c’è un incrocio che collega Rivalta sul Mincio a Rodigo, e mentre ci passavo con il mio pack up bianco (che mia moglie dice che è da maniaco) ho visto un qualcosa sopra una aiuola sparti traffico. Mi fermo e vedo con certezza che era un portafoglio! Una volta raccolta ho temuto che fosse stato buttato in strada da qualche ladro. Perché temevo? Immagina tu di ritrovare un portafoglio, vuoto, cercare il nome del proprietario, fare in modo di recapitarglielo, magari di persona e se lui lo ha semplicemente perso, ti prendi anche del ladro perché non ci sono più soldi dentro! E INVECE …
Era con i suoi soldi, non so quanti perché non li ho contatati ma mi ricordo che dei pezzi da 100€ e da 50€ c’erano, quindi sono stato il primo a  trovarlo! Ho cercato il documento per trovare il suo recapito telefonico, a quel tempo andava di moda il 1240 (che costava una follia), quindi ho chiamato il 1240 (suona fischia e canta), mi sono fatto dare dare il numero telefono e l’ho chiamato, mi ha risposto la moglie che ha chiamato a sua volta il marito per mettersi in contatto con me. Non so se quando ha ricevuto la telefonata si era già accorto di aver smarrito il portafoglio, comunque sia, mi sono trovato con lui per restituirglielo, completo del suo contenuto!

Perché ti ho scritto questo episodio?

Prima di riportare il portafoglio a Giacomo, potevo scegliere se intascarmi i soldi o fare una buona azione. Mettendo su una bilancia: i soldi vanno e vengono e sicuramente non mi sarebbe MIGLIORATA LA VITA se me li fossi intascati. Neanche se fossero stati 5000€ sarei diventato ricco. Riconsegnare invece il portafoglio pieno di tutto, mi ha dato il permesso di conoscere una persona, ricevere un grazie e farmi ricordare per una buona azione.

Secondo te quello che si è inventato l’ AUSTRIA PELLET PREMIUM, appiccicandoci certificati non registrati e falsi se ne frega di più della onestà o di speculare per rubare qualche euro in più?

Allora ti concludo questo articolo con un detto di Alberto Ottoni (che sono io):

vuoi essere sicuro di quello che bruci? Registrati qua! oppure va a fat chava!

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Quando hai letto questo articolo, sappi che mi farebbe piacere sapere anche il tuo problema, per risponderti direttamente. Commenta l’articolo qua sotto!

 

Pellet Certificato en plus

Pellet Certificato en-plus

Cos’è il certificato En-plus

En plus è un ente che controlla tutta la filiera di produzione del pellet, il suo sito di riferimento è http://www.enplus-pellets.it/, dove ci sono parametri di riferimento. La en-plus si avvalla di collaboratori (anche esterni) che vanno a fare verifiche nelle fabbriche!

Ecco i 3 tipi di certificato En plus

En-plus A1

E’ il migliore dei tre, quello con più valore. Il pellet deve avere un potere calorico oltre i 4.7kw/h e la cenere deve essere meno dello 0.7%. In numeri, vuol dire che un kg di pellet deve portare 50 litri di acqua da 0° a 80° e che di quel kg ti restano 0.007kg (cioè 7gr). In un sacchetto devi avere massimo 105gr.

En-plus A2

Questo certificato può scaldare meno o semplicemente sporcare di più o tutti e due, quindi da 1kg deve stare tra 7 e i 15grammi, che in un sacchetto si trasforma da 110 a 180 grammi. Il potere calorico può anche essere più basso

En-plus B

Questo è per quelle fabbriche che voglio garantire che fanno molta cenere e hanno comunque la possibilità di dare sicurezza sulla provenienza. Deve arrivare al massimo a 20 grammi al kg oppure 300gr al sacco!

Come leggere il certificato!

Nella foto qua sopra ti ho messo i possibili tipi di bollino che puoi trovare sul sacco! ti ho scritto i numeri perché cosi tu sei informato:

  1. non dovresti mai trovarlo perché non ti dice che tipo di certificato è
  2. Significa che è A1, il massimo della certificazione
  3. significa che è A2, potrebbe scaldare un po’ meno e sicuramente sporca di più
  4. B significa che non arriva nemmeno A2 quindi sporcherà tanto e potrebbe avere poco potere calorico
  5. è l’evidenziata, trovi 2 lettere che stanno per la nazione del certificato. In foto c’è BE che sta per Belgio, quindi significa che la fabbrica o l’importatore è in Belgio. Poi c’è un numerino, se il numero è inferiore di 300 (quindi da 001 a 299) è un produttore, se invece è da 300 in su è un commerciante certificato.

Il certificato di CeZe è quindi IT perché la mia azienda è Italiana e il numero è 351. Non abitando in Austria non posso avere la sigla AT, anche se c’è qualche austriaco che dichiara made in Austria e lo fa arrivare dalla Ucraina. Per scovare tutti questi metti qua la tua mail che ti aggiorno (in privato).

Quando compri un EN-PLUS A1 hai queste sicurezze

L’en-plus ti garantisce che la fabbrica:

  1. controlla il materiale di origine
  2. controlla il percorso di filiera
  3. controlla la lottizzazione del pellet
  4. controlla la provenienza della segatura
  5. controlla come risolve le contestazioni

Quindi la en-plus è un ente di controllo che costa anche relativamente poco. Da qui ti tiro la prima conclusione: se una fabbrica non è certificata en-plus vuol dire che c’è da preoccuparsi:

  1. potrebbe non avere soldi
  2. potrebbe fare materiale schifoso

Una cosa da sapere molto importante

Con piacere scrivo questo articolo, anche se non so fino a quando potrà restare pubblicato. Il ceze è tranquillamente en-plus numero it351 e questo non lo dico solo io ma anche i due siti certificatori:

https://www.enama.it/certificazioni-enplus/s9cffa4cf

http://www.enplus-pellets.it/distributori-certificati.html

MA Il certificato esiste per il cliente o per il certificatore?

Devi sapere che per ogni sacchetto che vendiamo, dobbiamo dare una piccola parte all’ente che ci certifica perché dovrebbe fare il mio lavoro di controllo. Io abitando a Sarginesco non posso andare tutti i giorni in fabbrica a controllare se ci mettono del pellet buono o no. Quello che faccio però è aprire un bacale per ogni bilico che arriva, e bruciarlo nella mie stufe, segnando su un prontuario quando è arrivato e dando una numerazione ai bancali. Quindi mi arriva il bilico, gli do un numero, al quale è legata una data, e ad ogni bancale è legato a sua volta un numero! Questo è quello che io faccio per controllare. Questo è anche quello che mi chiede la en-plus. Noi ci siamo certificati ai primi di Dicembre 2016. Con il CeZe sapevo che sarebbe stato tutto fantastico, infatti i clienti ci inviano le mail di soddisfazione! il CeZe arriva UNICAMENTE, SOLAMENTE DALL’AUSTRIA.

scopri perché in Austria puoi stare tranquillo

Quando il pellet è PRODOTTO, insacchettato, imballato in Austria, puoi stare sicuro che farai un inverno fantastico. Attenzione però in Austria, non Germania, Romania, Russia… o altri stati. Ho già scritto in mille pagine la rigidità che hanno in Austria, quindi non sto qua a riscrivertelo, ma quella rigidità c’è solo io. Poi qualcuno parla bene anche della Germania (che ha una percentuale di produzione buona) io sinceramente dai Tedeschi non mi fido ciecamente. Se tu ti fidi pensa all’Europa e a Berlino, ma ti farò l’articolo preciso tra qualche settimana. In Austria non spingono il calcio perché è troppo da incivili. Comunque in Austria fanno pellet solo da segatura derivante dallo SCARTO del taglio di materiale destinato per l’edilizia.

  1. Arriva il tronco,
  2. lo scortecciano (con questa ci fanno energia elettrica)
  3. con il tronco scortecciato iniziano a produrre segati, tavole, travi lamellari, perline
  4. durante la lavorazione nasce la segatura
  5. la segatura la asciugano
  6. la pellettizzano
  7. viene controllato ogni ora
  8. viene vagliato (tolta la segatura)
  9. viene spruzzato l’amido di mais (per renderlo scivoloso che non si impacchi nella stufa)
  10. viene imbancalato
  11. il materiale che non passa il test, viene usato per fare energia elettrica

Quindi ogni fabbrica fa del suo meglio per fare di ogni manovra un risparmio, quindi priducendo pellet da uno scarto (che ti da molta qualità perché è  vergine) in Austria riusciamo a trovare macchine NUOVE, più efficienti, più innovate e che ti permettono di controllare di più. In Austria partiamo a fare il pellet da una materia che vale tanto (se tu dovessi comprarla ti costerebbe tantissimo) ma che per loro è un recupero. Quindi in Austria = pellet eccezionale!

sai perché GLI AUSTRIACI ODIANO LA EN-PLUS

devi sapere che la en plus nasce per sostituire un registro vecchio che era il din plus. Il din plus è ancora attivo ma non vale quasi più un cazzo perché avevano cominciato a darlo a cani e porci e casualmente il pellet din plus non significava che bruciava bene, anzi non era nemmeno sicuro. Nel 2008 era stato trovato del pellet radioattivo che era certificato din plus. Quindi la din plus (tedesca) non valeva niente. Da li si decise di andare a fare qualcosa di più serio!

In Austria in realtà avevano un certificato rigido come un palo del 30 in ferro pieno. Il certificato si chiamava onorm m7135. Questo era troppo rigido per il resto dell’Europa e riuscivano ad ottenerlo solo gli austriaci e qualche tedesco. Probabilmente penserai che era la solita mafia siciliana, ma tutti i pellet che hanno quel certificato, non hanno mai avuto problemi. Così gli altri, hanno spinto per andare tutti verso la en-plus, ad oggi risultano tantissimi attivi! Gli Austriaci però questo non lo mandano giù perché tutti gli A1 sembrano avere lo stesso valore, sminuendo cosi la rigidità, il valore che l’AUSTRIA mette nel legno.

La cosa che fa incazzare gli austriaci è che loro che fanno pellet ottimo, hanno lo stesso certificato di quelli che lo fanno buono, ma da ottimo a buono c’è la sua differenza!

En-plus Austriaco è diverso

Quando leggi nel nostro certificato siamo certificati per due prodotti:

  1. il faggioloso (unico pellet di faggio senza corteccia)
  2. il ceze (il primo pellet solamente austriaco con assistenza)

Prima che noi lo registrassimo alla en-plus, facevamo insacchettare il prodotto da una fabbrica certificata. Il faggio non è mai PRODOTTO IN AUSTRIA, perché gli austriaci non lavorano il faggio. Il Faggio arriva sempre da altre zone e casualmente, anche se il produttore era en plus A1 e regolarmente prodotto, erano emersi grossi problemi. Il pellet faceva una marea di cenere! Cenere pesante che dopo poche ore di funzionamento bisognava spegnere la stufa perché non riusciva più a bruciare. Abbiamo ritirato tutti i lotti con questo problema. Abbiamo tutti i campioni fermi a magazzino del materiale ritirato e abbiamo avvisato della continua problematica. La en-plus ha detto che devo fare le analisi (400€), se non conformi di avvisarli e mandargli il campione e che poi sarebbero intervenuti. Ma all’utente finale al momento la en-plus non rimborsa danni o rotture.

Noi abbiamo risposto!

L’obbiettivo di CeZe è di arrivare ad assicurare il consumatore finale, cioè tu. A Mantova, Verona, Brescia, Cremona, Reggio Emilia, Modena, Parma, Bergamo lo stiamo già facendo!

Quindi se sei fuori da questa zona vogliamo riuscire ad aiutarti e se sei dentro sei già salvo!

QUINDI NON FIDATEVI SOLO DELLA ENPLUS, MA FIDATEVI DI CHI HA LA FACCIA TOSTA PER DIRVI TUTTO QUESTO, DI METTERSI IN GIOCO, E DI CERCARE DI VENDERTI SEMPRE IL PELLET MIGLIORE, DI CHI LO BRUCIA E LO TESTA VERAMENTE TUTTI I GIORNI!

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quale pellet scegliere

Quale pellet scegliere?

Sicuramente il migliore!

Ognuno di noi compra il pellet migliore, che tu ci creda  no! Questo perché il termine MIGLIORE è un termine astratto e inesistente che viene spesso utilizzato in maniera sprecata.  Poi ti sarà capitato di stare ad ascoltare il classico venditore che ti vende il suo pellet migliore, che lo ha venduto a suo cugino, a suo cognato e tutti loro sono estremamente contenti! Tu ti devi comprare il pellet ad aprile o maggio, giustamente per risparmiare il massimo, sperando che tutto vada bene, come promesso, e poi ti ritrovi a dicembre con senso di rimorso per il pellet che ti intasa la stufa.

Come fai a scegliere il pellet?

  1. Se sei stato fregato una volta, una delle cose più frequenti che fai è andare da qualche tuo amico e chiedere che pellet brucia e gli dici di compralo anche per me, lui giustamente va dal suo rivenditore di fiducia e ti fa la cresta perché è tuo amico!
  2. se non sei stato fregato, prendi la tua macchina, munito di indirizzi di fantavenditori di pellet, improvvisati perché ferramenta o colorifici che si grattano i pollici durante il giorno, entri, ti fanno vedere il suo super pellet, austriaco (almeno così ti dice) bianco con tutta la certificazione e la storia della sua famiglia che brucia quel pellet li. Tutti enormemente soddisfatti! Peccato che non i suo cognato ha dovuto prendere il super pellet perché altrimenti la moglie (sorella del venditore) non gliela dava più!
Uno dei motivi di scelta!

Se il tuo parametro di scelta è il prezzo, è perché non vuoi passare per quello che viene fregato, che sa come acquistare, che comanda la vendita, che riesce a spuntare il prezzo e… ti rifilano il super holz Austriaco ma proveniente dalla Romania. In altre parole trovi il prezzo basso, il colore bianco, sei convinto che è austriaco MA ALLA FINE TI ANNO FREGATO!

Se invece il tuo parametro di scelta è fidarsi cecamente di quello che viene scritto sui sacchetti, cercare quello che ha scritto 5,4kw e cenere sotto lo 0,2%, devi stare molto attento perché quello che è scritto sui sacchetti spesso è vero quanto un asino che sa volare!

A noi Italiani piace sposarci

Ora ti voglio portare una ricerca che ho fatto che ti aiuta a capire una cosa importante sul pellet.

Tutte le persone hanno voglia di creare rapporti personali con altre persone. Tra questi tanti cercano di creare famiglia. Praticamente quasi tutti vogliono creare relazioni per fare qualcosa di lunga durata. Questo non me lo sono inventato (o perché io mi sono sposato e gli altri la pensano come me), sono andato sul sito e ho trovato questa statistica!
http://www.tuttitalia.it/statistiche/popolazione-eta-sesso-stato-civile-2015/

Se dai una occhiata alla tabella che ti ho incollato (in modo molto amatoriale) noti che:

  1. in Italia simao 60 milioni di persone
  2. i non sposati sono circa 26 milioni, e se ci pensi è gia meno della metà, tra cui ci sono una marea di bambini e ragazzi che ovviamente non si sposano
  3. gli sposati sono 29 milioni (quindi già di più dei non sposati)
  4. i vedovi circa 4 milioni
  5. i divorziati cica 1 milione

Già a primo impatto vedi che gli sposati sono in maggioranza, il che ti fa pensare che un obbiettivo comune è sposarsi e fare famiglia.
Ok, se stai ancora leggendo quindi significa che ti interessa il discorso e ti voglio premiare nella tua lettura.

Ora ti racconto una storia

Ci sono 2 ragazzi, apparentemente normali, esteticamente nella media, uno magari più alto, più in carne e l’altro più magro.

Il primo già più orientato a fare famiglia, ha meno donne, esce con gli amici, mette prima la famiglia che le uscite al venerdì… quindi si sposa e ha figli. Forse ha dovuto accontentarsi perché non essendo uno stallone ha preferito la vita matrimoniale… o forse è quello che voleva? Ma chi è che lo sa?

il secondo (quello più alto) piace molto ad andare a donne, divertirsi, uscire con gli amici in modo perenne, finche si trova la fidanzata per fare famiglia, figli e andare vivere insieme. A 40 anni si sposa, sai con il suo fascino e la capacità di cuccare non poteva incatenarsi prima…
Per ora va tutto nella normalità, In tutti i due i casi!

Dopo qualche anno che sono sposati tutti e due anno figli, vita da famiglia… tranne che il secondo non ha mai smesso di uscire al venerdì “sai per lui la compagnia è la cosa più importante”.

Solitamente tutti gli uomini (dotati di ormoni e testosterone) hanno pensieri di donne per la testa. Poi ognuno ha il parametro di scelta.
 Nella grossa quantità tutti hanno l'obbiettivo di sposarsi, di creare famiglia. Una buona parte di questi fa la scelta di farsi uscite extra durante la vita matrimoniale.

Ovviamente è chiaro che uscendo sempre al venerdì qualche tentazione fuoriusciva (anche dalle mutande) finchè un giorno… boom! Venne sgamato! E da li inizio il suo inferno! LA moglie da buona e ingenua diventa iena ribens inviperita che si impropria della sua casa, carta di credito, di soldi e figli!

Il primo invece che scelse la moglie più cazzuta, che usciva 1 venerdì sera all’anno con le cimici dentro alle spalle, si ritrova la famiglia la casa e i figli!

Quindi immaginati di dover scegliere la tua donna.

La cerchi che ti faccia vivere nel miglior modo possibile, lasciandoti i tuoi spazi, che ti faccia fare la tua vita preferita. In altre parole cerchi l’anima che ti appaghi e rispetti di più, magari che tu possa farti le uscite serali con amici e alzare al massimo il tuo ego che non vuole invecchiare. Finche un giorno lei ti becca, ingenua e ti chiude fuori casa! Dentro quella casa che tu hai pagato, ora lei se la fa con il mandingo che la massaggiava al venerdì sera mentre tu eri in birreria ad assaporare una ragazza diversa! Quindi tu gli hai fatto le corna e lei pure, solo che ora non hai più casa e donna. Se hai dei figli e lei è intelligente te li fa comunque vedere (visto che li mantieni), ma dubito che sia così intelligente perché altrimenti non ti faceva uscire tutti i venerdì ma ti avrebbe avvisato del pericolo che correvi… SEMPRE CHE TU NON SIA DIVENTATO UN PUZZOSO DA NON POTERCI STARE VICINO!

Con il pellet è uguale!

Ora ti racconto una storia vera, cioè del perché ho spassato il CeZe!

Il Ceze è nato perché voglio sposare i miei clienti, ovviamente senza penali cazzi e mazzi. Il ceze ha come obbiettivo quello di assistere il cliente, di poterlo seguire e dargli la risposta il prima possibile. Ovviamente questo lo posso fare solo con chi mi garantisce il massimo della qualità, più costanza e più energia dentro! Ora puoi pensare che tanto basta che il pellet sia certificato en-plus (poi in privato ti racconto cosa ha fatto la en-plus) e rovinare, sospensioni, macchina, inquinare per andare a cercare continuamente il pellet che costa poco o scegliere la moglie migliore che potevi!

Il Ceze è il pellet da sposare mentre gli altri sono da scappatella, ceze ti aiuta ad avere la vita più facile, più bella da primo in classifica. Ti capiterà di cadere in tentazione e scegliere qualcosa altro, ma in questo caso non è ceze che ti chiude fuori è la tua stufa che si incazza e si rifiuterà di bruciare…

Quindi:

  1. non cadere nel tranello del prezzo, ne alto e ne basso
  2. non credere che basta che sia bianco
  3. accertati che chi te lo venda sappia la reale provenienza
  4. se non puoi avere ceze comunque tieni la stufa pulita in modo professionale

Ora ti conviene restare connesso a noi, registrandoti nel nostro sito prima che la moglie trovi un pellet che non sia il tuo!

 

 

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Pellet Bianco

pellet bianco o scuro?

Pellet Bianco, è il migliore?

Il modo di comprare pellet in Italia è solitamente dato dal colore. Probabilmente noi italiani siamo Razzisti anche con il pellet.
Anche se a dire la verità dei motivi sul colore ci sono. In passato quando è stato lanciato il pellet, non c’era una grande selezione ed essendo in pochi a farlo non c’era una gran scelta.

Il pellet, come prima volontà era recuperare lo scarto del taglio delle travi e del legno, quindi mentre tagliavano segati e perline, si formava la segatura e da questa veniva fatto il pellet.

Inizialmente c’era poca richiesta di pellet, quindi gli avvoltoi del marketing non volevano produrlo, anche perché costava poco.

Poi nel 2006 successe il boom… mancò il prodotto sul mercato (in realtà manco il pellet buono a prezzi modici) e da li tutti a produrre il pellet. Anche dai mobili o dalle bare da morto!

Pensa che bello paghi del pellet per super e poi ti ritrovi con dei fumi tossici che ti girano sopra la testa!

Ovviamente parlando di scarti non idonei, cioè da vari tipi di legno, il colore del pellet non è più bianco come l’abete (anche se abete rosso) ma arrivò scuro.
Ora immaginati di bruciare, vernici o colle tossiche, sicuramente la tua stufa non è fenice perché questi additivi la rovinano (ma anche i polmoni) e ti danno noie in continuazione:

  • Assistenza che deve intervenire più volte,
  • stufa bloccata
  • freddo in casa
  • figure di m… davanti agli amici

Da li arrivò la consacrazione del pellet bianco e meglio ancora se austriaco. Sai in Austria il pellet viene fatto ripetutamente con lo scarto del taglio, cioè da quel legno sbriciolato formato durante il taglio…

Importante da sapere

Una cosa importante che devi sapere è che in Austria la prima cosa che fanno è scortecciare il tronco e dalla corteccia farci energia elettrica. La corteccia, se la bruci nella tua stufa, ti inceppa immediatamente (entro poche ore) il braciere e devi spegnerla e svuotarla.  Mentre in Austria con la corteccia ci producono energia elettrica, prendendo dei soldi e tenendo un prodotto eccezionale.

Tutto il pellet bianco è buono?

E’ come dire che basta che siano gamberi e sono buoni. Non tutti i pellet bianchi sono buoni. In altre parole la regola “se è bianco è buono” non è una regola, non è una sicurezza, non è un must. Mi ricordo quando avevo venduto del pellet che arrivava dalla Ro…. ed era H….. lasciava tutto il vetro unto e non scaldava. Fare il pellet con macchine nuove, di ultima generazione che continuano a controllare la pressione, l’umidità e la lunghezza è molto importante. Quindi non basta che sia abete rosso ma deve anche essere fatto in modo professionale e garantito!

Perché il CeZe è prodotto solo in Austria

Nel tempo mi è capitato di acquistare e rivendere pellet Polacchi, Russi e Rumeni. Ma purtroppo la qualità è sempre stata sali e scendi. Fin per carità tutti possono sbagliare e come dice il proverbio “SBAGLIARE E’ UMANAO MA PERSEVERARE E’ DIABOLICO”. Anche in Austria sono successi errori ma sono anche stati risolti mentre in altri paesi è stata una valle di lacrime!

In altre parole se vuoi stare al caldo, con sicurezza, risparmio (quello vero) devi entrare nel mondo ceze se invece vuoi stare in una valle di lacrime non metterti in contatto con noi!

 

 

Pellet che fa croste!

LE CROSTE NEL BRACIERE DOVE CADE IL PELLET

Ti è mai capitato in inverno di trovare croste dentro la stufa?

Le stufe a pellet sono calibrate di fabbrica per bruciare un pellet di abete, scortecciato con un peso specifico attorno a 650kg, con umidità di circa 8% (ovviamente solo le stufe certificate di fabbrica seria).

Le stufe vengono testate e tarate con questo pellet, perché inizialmente erano gli austriaci in grado di fornire questo tipo di combustibile, dando costanza nelle consegne e nella qualità uniforme. Ecco perché le stufe funzionano bene con l’abete.

Ora uno dei problemi che nasce spesso è quello di trovare dei residui crostosi, camere di combustione molto sporche, vetri che diventano molto neri e a volte sembrano anche bagnate. Uno dei primi pensieri che fai se ti capita una cosa del genere è quello che il pellet è cambiato e non fanno più il pellet come prima.

Automaticamente in primavera incominci a cercare nuovi pellet, nuovi sacchetti, nuovi fornitori per trovare quello che ti da più sicurezza. Fino a che non ti trovi dopo 12 mesi nella stessa situazione.

Nel frattempo avrai chiamato il tecnico della stufa (che potrebbe essere un idraulico con tanti dipendenti che si improvvisa assistenza) e la prima cosa che ti dice è che il pellet che bruci non va bene.

Poi magari incominci ad andare nel panico perché tutti i pellet che compri non vanno bene, il tecnico non sa come risolverti il problema e tu impazzisci ad ascoltare commercianti che mangiano ancora gli uccellini caldi.

Mettiti anche tu nei panni di chi ti assiste la stufa, non è stato formato, non sa come muoversi e quando non sa più che pesci pigliare incomincia ad incolpare il pellet.

Come non commettere errori con il pellet

Ho sempre cercato di portare una sorta di equilibrio tra pellet e assistenza perché può capitare che chiunque di sbagliare, fino a quando poi ti trovi l’idraulico che ti dice che il pellet non ha futuro, non lo produrranno più e poi quando capisce che la scelta è stata quella sbagliata prova a cercare il pellet più bianco, più economico dove può guadagnarci di più dicendoti che il suo è il migliore (in altre parole si mette a venderlo anche lui). Poi quando ti ritrovi il problema non sai se è colpa del pellet o del assistenza capisci che lui era meglio che non si mettesse a vendere!

Essere meglio della concorrenza

Il ceze non vuole essere venduto a tutti perché tanti se ne fregano della perfezione, di fare le cose come Dio comanda, poi quando ci sono problemi diventano conigli e cercano di attaccarsi a tutto.

Se sei in giro a cercare il pellet migliore devi sempre sapere che il pellet migliore va con il pelletzionista migliore. Non poi comprare il Bentley per poi comprare le sue ruote on-line per risparmiare il 10%. La perfezione dalla Bentley è accompagnata da ogni minimo dettaglio e non puoi pensare che basta avere un motore per andare a 300km/h. Con la tua stufa non puoi pensare di trovare il pellet che non sporca se non tieni pulita la tua stufa.

STUFE A PELLET AUSTRIACHE

Anni fa cercavo di vendere stufe a pellet austriache sperando di trovare la perfezione anche nelle stufe. Tramite un cliente di nome Nicola venni a conoscenza di questa marca, con il braciere autopulente e piena di materiale. Lu venne a conoscenza di me per l’amore che ho nel pellet Austriaco. Con il tempo Nicola lo conosciuto meglio e anche lui mi ha detto molte cose della sua stufa. Stufa bella, funzionale e molto particolare… peccato che chi gli pulisce la stufa si inventa che il pellet che bruciano in Austria è più buono del pellet che fanno arrivare in Italia. Rispiego il concetto perché ha dell’assurdo… questo centro di assistenza per non ammettere che non sa come giustificare il problema della stufa si rifugia nel pellet. Nicola che vuole comprare pellet sicuro gli ha fatto vedere il pellet che aveva stoccato. Il tecnico visto il pellet dice che gli austriaci fanno la linea di pellet per l’Italia e una per l’Austria.

In Austria si vive meglio perché invece di farsi le pippe hanno le case chiuse e non abusive!
Non fanno lo stesso sacchetto in due modi per dare a uno quello buono e all'altro quello meno buono.

Per essere educato ho omesso risposte a riguardo, anche perché avevo già litigato con questo individuo per una faccenda sui tubi… Dopo anni, sono venuto a conoscenza che la casa madre austriaca a detto a questo di cambiare lavoro…

Ho goduto come un sedicenne che va a casa della propria morosa e lei gli fa la sorpresa di essere sola in casa, senza genitori! Senti anche tu la libidine?

Va be ora calma gli ormoni e torniamo al pellet. Questo sacco è stato creato per tutelare il cliente e metterci un assistenza che ti copra in modo approfondito.

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La stufa con la ruota di scorta

Dopo un inverno freddo, con temperature rigide molti clienti si sono trovati con stufe sporche, croste nel braciere e assistenti che sono diventati professori.

Ti sei mai chiesto se c’è qualche collegamento tra crosta e freddo?

O magari tra tubi e crosta?

Sicuramente una cosa che ti farà male è chiamare chi ti ha venduto il pellet e sentirti dire che quel pellet non ha mai dato problemi, di chiamare qualcuno che ti controlli la stufa o di portare pazienza… mettendoti un maglione in più.

Chiami il tecnico

Poi chiami il tecnico e ti dice che il tuo pellet non è certificato!

Come fare quindi a salvare capre e cavoli?

Trovare tutto in uno!

IL PELLET ASSISTENTE PER UN PULITO SORPRENDENTE!

Ricordati anche che ci sono 2 tipi di crosta, una fatta per colpa della stufa e una colpa del pellet! Per saperle riconoscere registrati qua dalla parte che ti faro sapere come riconoscerle!

 

 

Pellet Austriaco Prodotto in Romania

Pellet Rumeno spacciato per Austriaco

Cosa c’è di più brutto di comprare una cosa (pellet), invitare i tuoi amici, dire al tuo amico “HO COMPRATO IL PELLET AUSTRIACO A UN PREZZO ESAGERATO” e poi lui ti dimostra che in realtà è rumeno?

Io non ho niente contro loro anche perché…

In passato sono stato fidanzato con una spogliarellista, una di quelle ragazze che lavora in una lap dance. Il tutto è nato per caso!

Una sera di marzo del 2004 io e il mio amico Francesco stavamo tornando da una discoteca e visto che l’orario non era ancora da leoni da Colosseo,  mi convinse a rientrare in una lap dance dopo 5 mesi. Avevo deciso di non entrare più in quei posti perché mi ero preso una cotta di una ragazza vicino alla mia classe.

Non è che mi aveva convinto ma obbligato ad entrare (ero in macchina con lui o stavo al freddo oppure entravo)! Quella sera però successe una cosa insolita.

Appena entrato mi passò vicino una ragazza (che secondo me aveva la mia età quindi 19 anni) con dei lineamenti molto attraenti, non alta, che mi colpise in modo immediato.

Dato che non mi piace spendere soldi per pagare una persona che faccia finta che io gli piaccia, mi misi in un angolo in modo che non mi notasse. Pur troppo quella sera nevicava e pur essendo sabato all’interno del locale eravamo in pochi e tra questi pochi gli unci al di sotto dei 25 anni eravamo io e Francesco. Di conseguenza si avvicino a noi. Conoscendo un pò le statistiche di questi posti mi ero già messo dei paletti. Ci avrei provato solo se:

  • non era di Milano
  • non era spagnola
  • aveva meno di 29 anni

Non so se dirti fortunatamente o sfortunatamente ma rientrava nei parametri. Quindi decisi di provare a tirare la moneta. Il mio amico Francesco mi aveva insegnato una tecnica e quindi la misi in pratica. Fatto sta, che dopo un mese circa incominciai ad uscire con questa in modo continuo come dei fidanzati. In Italiano corretto non so se si dice morosi.

Non sono uno che riesce a fare le cose di nascosto anzi se ho un trofeo, mi piace vantarmene. Ricordo una sera che la portai nella birreria che frequentavo spesso. Mi misi al bancone con lei e arrivarono subito dei conoscenti (che sapevano di questa ragazza) e questi incominciarono a fare di tutto per potersela rimorchiare, offrivano da bere a lei (anche a me), la invitavano in discoteca, rose e tutto per fare i marpioni. Non ho mai riso tanto come quella sera. Lei era vestita (stranamente) con tacchi a spillo e minigonna… gli ormoni di questi erano incontenibili.

Passata la serata andarono nel locale per chiedergli quanto costava la serata con lei (ma una lap dance non è obbligata ad accettare) e presero il picche!

Ovviamente questi non ammisero mai di entrare in un posto del genere e prendere cicchetto ma non solo, davanti alle morose nuove non ammettono che hanno avuto gli ormoni in super salita per una ragazza Rumena!

Lap dance e Pellet!

Spesso ti sarà capitato di comprare pellet che ti è stato venduto per Austria e invece è Romania. Il punto su questo non è andare subito a parlare di buono o non buono ma di un fatto etico molto importante e di rispetto.

Per me questa è una frode perchè a nessuno piace prendere una cosa con un determinato valore e poi scoprire che in realtà ne ha un altro. Immaginati di andare a comprare una macchina di 30.000km e poi in realta ne ha 130.000. Come ti sentiresti?

Se dice bene ma tanto fa lo stesso è perché nella vita ti hanno già fregato tante volte e ormai hai buttato il ferro a fondo ma non pensare al passato e prenditi LA TUA RIVINCITA.

Ora puoi ESSERE più informato

Ora tramite il mondo di CeZe ti voglio dare il modo di essere più informato possibile e non farti fare la figura di uno che disprezza e fa la figura dell’ipocrita.

La cosa che mi fa ridere è che tutti questi che parlano di pellet finto austriaco, che fanno tanto i razzisti con il pellet e poi si vantano di cornificare la moglie con ragazze rumene di 25 anni!

 Ecco tutti i Perché!

Ti vendono pellet per austriaco vergognandosi di dire che è rumeno ma poi si vantano al bar di fare la corna alla moglie con una rumena di 25 anni.

Si vergognano tanto di bruciare pellet Rumeno e di ammettere chiaramente che è stato prodotto in Romania ma poi in realtà non si vergognano di tradire la moglie di nascosto con una ragazza rumena (più furba di loro) che gli spenna i soldi dal portafoglio ad ogni sorriso che gli fa!

Sia chiaro che io non disprezzo rumeni o austriaci anche perchè in passato ho avuto una relazione di circa un anno con una ragazza rumena, tra le altre cose lavorava in una lap dance (spogliarellista). Diciamo che non risco a tenermi tante cose nascoste e per questo motivo te la racconto.

IL fatto che comunquè è importante è che io non mi sono mai vergoniato di come ho conosciuto lei, dove l’ho conosciuta e non ho mai nascosto questo. Non ho mai detto che fosse diversa da quello che faceva anzi anche se facevo la figura del puttaniere (anche se non pagavo) me ne frego!

Non ci riesco proprio

A raccontarti palle fotoniche non ci riesco… quindi se vuoi sapere più informazioni serie sul pellet… fatti avanti

Scopri come non avere pellet falso in casa

Solo mettendo la tua mail qua puoi finalmente essere sicuro di quello che compri. Tutto il resto è banalità!

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Pellet prestagionale 2017

Pellet in prestagionale 2017

Quando è marzo incominciano ad allungarsi le giornate, la temperatura si innalza, il pellet si consuma di meno, si abbandonano guantoni da pugile e caschi da sci.  Ma questo in Italia e non in tutta Europa. invece? Se già vai in Austria, Polonia e Russia le temperature sono ancora belle rigide.

Aggiornamento da leggere prima di intraprendere   frettolose conclusioni

Il pellet è meglio comprarlo quando è il momento giusto! E quando è il momento giusto?

Il momento giusto è quando a gli altri non serve, quando non sono costretti a comprarlo perché non si scaldano, quando i magazzini hanno bisogno di svuotarsi! Tutto questo pretende che non c’è mai una linea fissa o a una data precisa. Parliamo dell’inverno 2016/2017 un inverno difficile, dove c’è stato un settembre con un ondata di fresco improvviso, poi caldo fino a dicembre, freddo artico per 40 giorni e poi improvvisamente caldo.

Mi ricordo a dicembre che ho utilizzato la tuta da bici primaverile perché con quella invernale sudavo troppo e non riuscivo a pedalare. Dopo natale è partito il freddo e mi ricordo la corsa al mattino con un bel -10.

Quando fa freddo fuori cosa succede?

Il freddo di gennaio ha aumentato tanto il consumo di pellet. Ho notato che in esposizione, dove è montata una Stufa a pelle Monia della superior, la temperatura nell’ambiente non riusciva a sorpassare i 22° contro i 26° che vengono raggiunti quando fuori c’è da 5 gradi in su. Non è solo la temperatura minima che raffredda ma anche la temperatura media che c’è in una giornata. Più la temperatura media è bassa più ci vogliono calorie all’interno per tenere caldo. Questo consumo molto più alto del solito ha portato molti magazzini italiani a rimanere senza pellet, creando scarsità, paura di restare al freddo e i commercianti ad aumentare gli acquisti il più possibile.

Mi ricordo di rivenditori che venivano in azienda per comprare il più pellet possibile, supplicandomi di darglielo perché erano senza. Ma poi il caldo più assoluto che ha creato una giacenza improvvisa di pellet.

Qualcuno ora azzarda a parlare di pre-stagionale

In questi giorni molti clienti affezionati mi chiamano per chiedere se è ora il momento per comprare il pellet perché qualcuno ha iniziato a fare sconti… Ma non è cosi.

Ora in Europa fa freddo e a marzo il profumo di prestagionale è ancora rinchiuso nei fiori sommersi di neve. Quindi prima si deve aspettare che si sciolga la neve e che almeno parta la primavera.

Il freddo ha svuotato i magazzini

Erano anni che non capitava l’attesa dei camion. Nel 2016 pagavo il pellet e dopo 2 giorni c’era il carico. Ma nel 2017 è capitato anche che mi facessero aspettare 20 giorni prima di farmi caricare.

Per questo sono nate le giacenze!

Ora chi ha giacenze di pellet prova a convincerti di comprare ora il pellet per spostare un acquisto errato nel tuo garage e tu ti ritroverai aver pagato il pellet a un prezzo alto perché il rivenditore che ti consiglia di comprare il pellet a inizio marzo cerca di liberarsi di un suo problema… quale?

Prezzo sbagliato e pellet scadente…

Pellet scadente. Si esatto scadente… perché oltre ad esserci poco pellet non tutto è buono…

Quando vai al mare il 15 di agosto, solitamente gli hotel sono tutti full, specialmente quelli che lavorano bene.

Meglio ancora è il ristorante al sabato sera.

Al sabato sera escono:

  • i ragazzi che durante la settimana non escono
  • i lavoratori che hanno la moglie stanca (questi scelgono all’ultimo minuto)
  • le coppie che devono farsi perdonare del le uscite del venerdì
  • gli abituati del sabato
  • e chi alla domenica mattina stanno a letto e approfittano del sabato per stare fuori.

Quindi esce una marea di gente a mangiare. Mi è capitato di andare in un posto e trovare il locale vuoto al sabato, ma il servizio è stato scadente e il cibo di bassa qualità… ora il locale è chiuso.

Oppure anche di andare dal mio solito ristoratore… al sabato ha super pieno e il tutto è andato bene solo che mi sono dovuto munire di pazienza superiore al normale…

Insomma nei momenti di caos ti trovi meno oppure anche scarsa qualità ma dopo ti troveresti avanzi (se vai da chi ha lavorato poco al sabato). In altre parole non c’è più il pesce fresco….

Con il pellet è uguale. Le fabbriche che consegnavano a prezzi bassi a febbraio è perché non lavorano bene e peggio ancora quelle che consegnavano in tempi record sono quelle che non le vuole nessuno. Ti parlo del febbraio 2017.

Ora, se tu hai del posto e non sei senza pellet, ti consiglio di mettere la tua mail qua sotto e aspettare che ti aggiorniamo per quando dovrai fare l’acquisto… per il prossimo inverno! Se invece vuoi essere spennato … stai fermo

 

Pellet a Mantova

La gazzetta di Mantova nel pellet più totale

Qualche sera fa, stavo guardando sul canale 9 il programma boom (se non lo conosci è un quiz con una bomba che esplode) quando feci con notevole piacere una scoperta sulla mia Città Mantova. Per l’esattezza è stata una scoperta sul quotidiano mantovano che è la gazzetta di Mantova. Pensa che devi pensare che la gazzetta è il quotidiano più antico del mondo tutt’ora in stampa.

Subito non ci credevo

Infatti quando tornò mia moglie a casa glie lo raccontai e lei stentava a crederci. Dato il mio quoziente intellettivo molto alto, specificatamente in storia, pensavo anche di aver capito male, sono anche andato a controllare su Wikipedia prima di sparare cazzate di prima categoria.

Fatto il controllo ho notato con piacere che invece la notizia era giusta. Ma da li è nata un pensiero molto frustante.

Come mai il quotidiano più antico al mondo è in una delle città meno commerciali d’Italia?

A pensare che solitamente chi crea brand e novità azzeccate sul mercato solitamente diventa storico. Per azzeccate non è essere veggenti ma semplicemente creare un articolo di vendita che nel futuro viene continuamente venduto e copiato. Cosi è stato per la gazzetta:

  1. in ogni città viene riprodotto qualcosa di simile
  2. viene continuamente riprodotto e venduto
  3. è sulla bocca di tutti

Nulla si può dire quindi su questo marchio storico. Non so se naviga in acque eccellenti di vendita e di guadagno perché non ho fatto pubblicità con loro. Solitamente la faccio con la concorrenza televisiva che automaticamente dice che è in caduta libera (riscrivo: non sono parole mie), che non viene più cercato, viene stampato sempre meno…

Di chi è la colpa?

Colpa di internet! Dicono alcuni… Colpa di telemantova! Dicono altri…

O semplicemente è colpa di una mentalità invidiosa Mantovana?

Non ho fatto corsi di statistica ma vivo in questa provincia dalla nascita, quando mi sposto e vado verso il bresciano incominci a trovare fabbriche, aziende grosse e menti molto aperte. Ma Mantova ha creato solo la gazzetta per prima?

I numeri parlano anche su wikipedia

La mia curiosità mi porta anche a leggere più profondamente i dati di wiki, dove effettivamente si nota un continuo calo di vendite, quindi quello che mi dice la concorrenza è vero… la gazzetta fa fatica. Ma con questo cosa può farci Mantova? Pensare come risolvere il problema di un quotidiano non è una roba di tutti giorni… anzi lo è… allora pensiamo alla mentalità di chi dovrebbe comprare la gazzetta.

Come ragiona il mantovano medio

Solitamente noi mantovani non fumiamo l’erba del vicino perché pensiamo che quella che arriva da un’altra parte sia migliore. Meglio dire ancora di più che pensiamo che non è giusto che se il tuo vicino di casa sia stato eccellente da qualche parte meriti un premio. Mio padre ha sempre cercato di dare preferenza alla vicinanza, cosi come ho fatto io ma sai com’è quando incominci a vendere molto e il vicino parla con il vicino, lui parla con l’atro, lui con l’altro ancora arriviamo tranquillamente ad Aosta… pensa te cosa dicono i mantovani quando vedono il tuo camion ad Aosta a consegnare del pellet nell’hotel dove soggiorna un Vips, mentre loro sono in vacanza (facendo un mutuo per poter vedere Renzi che scia). Tornano e vanno a leggere la Gazzetta di Parma… leggendo come è importante mangiare il culatello di parma invece che il grana padana.

Il mantovano ha la sua mentalità e difficilmente riuscirà ad accettare le cose che vengono fatte per il suo bene perché pensano che non è giusto.  Ovviamente se tu sei un mantovano e stai leggendo questo articolo hai già una mentalità più aperta che non ti porta a fare l’errore nascosto della gazzetta. Perché il problema della gazzetta non erano i mantovani ma chi l’ha gestita.

il mantovano medio ama Mantova

Solitamente il mantovano medio non compra la gazzetta quando è a Mantova ma quando va via da Mantova. Mi ricordo quando andavo al mare con mia mamma. Tutte le mattina bisognava passare in edicola a prendere la gazzetta di Mantova, per poi metterla in bella vista sotto l’ombrellone, guardando due pagine in croce, per poi chiamare mio papà a casa e chiedergli: è successo qualcosa li?

Ma leggiti quella carta riciclata che hai in mano scusa! Infatti anche se aveva la gazzetta in mano non la leggeva ma la usava per vantarsi di essere mantovana! Ma il bello è che a casa la gazzetta non esisteva… solo quando ne succedeva qualcuna di grossa su qualcuno che conosciamo…

Il vero motivo della gazzetta

Quando i mantovani escono dalle loro mura vogliono portare l’orgoglio di una città, bella, storica e vivibile. Ma quando di stanno dentro la disprezzano.

Holz pellet MantovaNO

Nel corso degli ultimi 10 anni, nel mantovano e limitrofi sono nate delle fabbriche di pellet con uno scopo molto nobile… fare del pellet schifoso e farlo pagare tanto! Cosa significa pagare tanto il pellet? Non pensare che pagare tanto il pellet significhi pagarlo 5€ al sacco. A volte basta pagarlo 3€ per sentirsi inculati, non solo sentirsi, ma peggio ancora ESSERLO. Di bello e buono a Mantova c’è tanto:

  1. i tre laghi
  2. palazzo te
  3. sant’Andrea
  4. io
  5. le colline moreniche
  6. il Mincio
  7. il po’
  8. i tortelli di zucca
  9. il melone
  10. l’anguria
  11. pioppi e platani

Insomma le cose belle a Mantova ci sono! Anche Jovanotti a scelto Mantova per girare un video di una delle sue più grandi canzoni, L’OMBELICO DEL MONDO. Sicuramente non c’è il legno di montagna quale faggio o meglio ancora abete. Per fare il pellet buono serve il legno GIUSTO, che non è detto che debba essere il migliore in assoluto!

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Casualmente già 2 di queste hanno già chiuso baracca e burattini

Queste fabbriche, nate circa nel 2008, sono state chiuse praticamente subito. Questo perché i mantovani pensano che i problemi del mondo si risolvano facendo spendere poco le persone. Per spendere poco è inteso che il prezzo di acquisto sia visibilmente basso, che è ben diverso dal risparmio. Spendere poco è inteso come:

Prezzo di mercato 4,5 – prezzo di vendita 3,50… mentre risparmio è inteso che in un anno, invece di spendere 1000€ di pellet, 200€ di assistenza,  diventar matto per pulire… hai speso 1050€ e hai vissuto un inverno coi fiocchi al caldo. Qua facevano il pellet con il pioppo (te lo spacciavano per una qualità diversa di abete), lo allungavano con altri miscugli, poi lo insacchettavano e provavano a venderlo a 3,90€ mentre l’austriaco era 4,20… ma le fabbriche hanno chiuso per colpa della crisi!

E’ questa una differenza importante da capire…

Ora puoi pensare:

  1. mi racconta questa storia perché cosi mi prova a fregarmi (testa da spesa bassa)
  2. forse ha ragione perché ho dovuto chiamare il tecnico improvvisamente e ho speso per niente

Se sei nel caso 1, lascia perdere… cambia pagina, non restare in questo sito… Il mondo CeZe non ti va bene, non voglio nemmeno convincerti, non ho parole che fanno al caso tuo e nemmeno i prodotti.

Se hai pensato nel caso 2 evviva, stiamo vincendo la partita 1 a 0. Restando nel mondo ceze andremo molto avanti

Quindi evviva il risparmio

Pellet Cinese

Pellet Cinese

A me piace il Sushi

Anche se non sono un tecnico approfondito di questo mondo con i loro mille termini, usi e tradizioni, la prima volta che lo ho assaggiato era nel 2007 e mi era piaciuto. In quel periodo non c’erano molti posti che lo facevano a Mantova e provincia, non c’erano locali giapponesi specifici con il nome sushi in ogni parte ma lo trovavi in alcuni ristoranti di pesce, in oltre non c’era un catalogo di mille modi di fare il riso in bianco ma qualche pezzo di riso con un po’ di pesce sopra. Niente coni e super alghe o chissà quale miscela sushiana ma solo RISO e PESCE.

Quella volta era a Volta Mantovana al ristorante Miramonti.

A mia moglie non aveva fatto impazzire.

Risultato immagine per sushi

Poi per qualche anno non lo avevamo più cercato, anche perché in casa mia comanda mia moglie, non so da te ma da me è cosi, e se a lei una cosa non inspira non la posso spingere piú di tanto per andarci. Finché un giorno mio cognato arriva da noi e dice: ragazzi ho trovato un posto dove fanno il sushi dobbiamo andarci per forza.

A mio cognato piace il sushi

Cosi una domenica sera mi convincono e mi fanno entrare in un locale di sushi nella zona di Villafranca (vr). Essendo domenica sera avevo una fame da lupi perché solitamente al mattino faccio parecchi km in bicicletta e arrivo alla sera che mi divoro anche i tavoli ammuffiti. Quando ho quelle fami non distinguo tanto la qualità ma spazzo tutto dal piatto come nei cartoni giapponesi che divorano all’infinito.

Devi anche sapere che mio cognato piace andare nei posti dove c’è la sfida: HO PULISCI IL PIATTO OPPURE PAGHI DI PIU’.

Risultato immagine per cartoni mangia riso

Verso la fine della cena mi ritrovo comunque che mi riempio prima, mi viene come nello stomaco un riempimento improvviso con senso di nausea e quindi incomincio a rallentare. Avevo capito cosa era: era la salsa di soia (che mi piace da matti) che essendo troppo salata mi secca tutte le labbra e mi disgiusta lo stomaco.

Finito con la cena ci alziamo e andiamo a pagare, trovo (come mi aspettavo) degli occhi a mandorla e chiedo a loro scherzando;

Siete cinesi o giapponesi?

Il cassiere: siamo cinesi!

Io: ma il sushi è mica giapponese?

il cassiere: si ma tu come fai a riconoscerci?

Pago, esco e dentro di me penso come farei a riconoscere un cinese da un giapponese? Immaginandomi donne cinesi e giapponesi, nelle mie memorie c’era che le giapponesi fossero più gnocche… vabbè forse mi sbaglio.

Mia moglie riconferma che NON GLI PIACE IL SUSHI

Esattamente, fuori dal locale lei mi dice:

Si lo mangio ma non mi fa diventare matta, preferisco uno spaghetto allo scoglio.

Immaginati cosa è successo successivamente. NON ABBIAMO MANGIATO SUSHI PER Un ALTRO BEL PO’ DI TEMPO… quella volta era il 2009!

Ci riproviamo sempre con mio cognato, il ricercatore di sushi a prezzi ragionevoli, di buona qualità, ne trova uno nel mantovano e il risultato idem con patate!

A me piaceva ma a meta serata ero già stanco… Con nausea

Ultimamente anche a mia moglie piace mangiare il sushi.

Una sera ero andato al Sushi a Mantova (non gestito da cinesi) e a fine serata mi era venuta voglia di mangiarmi anche un buon gelato. Torno a casa, racconto a mia moglie (lei odia ancora di più il sushi perché non era potuta venire) che mi era piaciuto di più di altre parti (questo è successo a fine 2016). Cosi prende coraggio, ci andiamo assieme e anche a lei PIACE IL SUSHI.

Nella sua testa è entrato a piacergli il sushi, quindi porte aperte a tutti i sushi in circolazione e la settimana scorsa torniamo al sushi cinese con amici. Era domenica, avevo appena fatto un bel giro in mountain bike di 3 ore, la fame c’era solo che alla fine mi si chiude lo stomaco…

Cosa c’entra con il pellet?

Come nel sushi apparentemente tutto il pellet chiaro è uguale. Nel sushi (che tra l’altro a me piace quello cotto) apparentemente i sapori sembrano uguali ma solo che alla fine il mio corpo rifiuta quello cinese (chissà che escatologie utilizzano per abbassare i prezzi) provocandomi nausea e rifiuto mentre in quello selezionato non mi sento appesantito. Anzi mi sento meglio…

Il fatto è che i cinesi producono anche pellet, parecchi commercianti ti trattano come il cinese che mi ha detto “tanto tu come fai a riconoscerci”, ti danno del pellet bianco, con bandiera bianco rossa e ti dicono è austriaco.

Poi a gennaio ti ritrovi la stufa bloccata, la casa fredda, senza alcuna garanzia e nessuno che ti assiste su quello che hai comprato…

Se non vuoi correre questi rischi allora metti la mail dalla parte… se invece vuoi continuare a farti imbottonare davanti e dietro resta cosi come sei!

Pellet fedele

Pellet e essere fedele

Oggi ti scrivo di una mia particolarità, che è la fedeltà. In molti vedendo il mio stile ed il mio modo essere pensano che io sia un infedele e che abbia un lato nascosto. Anche mia moglie pensa questo… ed è un problema.

Mi ricordo una sera d’estate dove ero andato con mia moglie, le mie figlie e amici a Villafranca in un ristorante. Questo ristorante era poco spostato dal centro (dove tra l’altro c’era la fiera) con un piccolissimo parcheggio (di circa 5 macchine di fronte). Non mi ricordo il nome perché mi aveva portato il mio amico.

Passata tutta la serata in compagnia in modo familiare, portando le bambine sulle giostre (la più grande che aveva 7 anni l’ho messa sul calcinculo che è la mia giostra preferita) verso la mezzanotte ci spostiamo dal centro per tornare verso le macchine.

Arrivati alle macchine, noto una smart bianca che va avanti e indietro e che parcheggia vicino al mio pick up… per scherzare dico a Marco “prova a guardare la smart ci starebbe giusto nel mio cassone”.

Quando ci avviciniamo scendono dalla smart due ragazze che ridono. In quel momento avevo percepito un aria strana…

Devi sapere che Marco è un figo, non lo dico perché sono gay ma perché ha fatto il modello e anche un video clip con i Pooh, e a primo impatto sentire queste ragazze ridere era un po’ la situazione “CI HANNO SGAMATI”, soltanto che non avevamo fatto niente. Quando la passeggera fa un passo verso la luce l’ho riconosciuta… era la sorella di mia moglie, MIA COGNATA.

Da giusta incognita incomincia a parlarc, ma con un tono strano tipo “HO PESTATO UNA MERDA E ORA COME MI SALVO”. Finchè mia moglie (presente con noi) gli chiede:

Martina come mai sei qua?

Martina (mia cognata e maggiore di mia moglie) gli ha insegnato tutte le donne vengono cornificate, vedendo il mio pick up vicino a un tuareg aveva connesso che eravamo insieme (il mio pick up ha scritto sopra Ottoni quindi è riconoscibile) ed essendo particolarmente vicini pensava che fossi io con un’amante!

La mente delle donne è contorta!

Mia moglie tiro fuori il cellulare dalla borsetta e vise che era stata contattata da sua sorella 45 minuti prima ma noi eravamo nel luna park e con la musica alta non sentimmo niente… quindi ho collegato che mia cognata ha fatto la ronda alla mia macchina per 45 minuti.

Ora la mia domanda è:

Sperava di sgamarmi per poter a sua sorella che tutte le donne sono cornute compreso te?

Forse voleva semplicemente salvare sua sorella da un porco!

Ma sai la verità non salterà fuori di quello che voleva lei!

Sai cosa centra con il pellet?

Ti ho scritto questa storia perché perdo molto tempo a litigare con dei fornitori di pellet (non produttori) che vengono da me a propormi pellet austriaco a prezzi bassi, quando so palesemente che arriva da Russia, Ucraina o Romania.

Il pellet è come una coppia, se hai il presentimento prima o poi vieni sgamato. Anche quest’anno un marchio prestigioso di pellet (forse era l’unico marchio di pellet) è stato beccato in pieno. Certificato Austria e poi lo annusi sa di pino…

cosa c’è di male?

Niente di male. Peccato che se compri un kg di pane per fresco e ti arriva vecchio lo devi buttare via. Il pane vecchio costa anche meno. Il pellet Austriaco è quello che ha il valore più alto. Lo compro in Russia e dico che è Austriaco e cosi ci guadagno di più.

Ma prima o poi vi sparerò fuori tutti questi nomi e tu per saperli incomincia scrivendo la tua mail qua dalla parte e vai sul gruppo di facebook pellet garantito


Cosa faccio di strano?

Per me niente, ma per altri è la diretta trasparenza che ho o in altre parole la mancanza di filtri sulla lingua